lunedì 17 gennaio 2011

Piccole chicche

Ragionevole e ragione...
K: "Chi ha ragione più spesso è ragionevole... Io sono davvero ragionevole con i miei fratelli. Vero mamma?"
Mamma: "Sì, amore. Tu sei ragionevole, anche se non vuol dire proprio quello che dici tu."
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L'ira funesta
Nanni, con fare amorevole mentre mi accarezza il viso: "Tu mamma sai chiffiare?"
Mamma: "che cosa?"
Nanni, con tono che diventa sempre più alto: "Chiffiare, chiffiare, chiffiare....fffffff"
M: "No, amore. Non sono brava a fischiare!"
Nanni si rilassa e respirando per placare l'ira che stava montando mi regala un bacio...

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Pasta con...
E' sera, sono in cucina e preparo la pastasciutta per sfamare gli affamati.
Arriva Nanni: "Cosa si mangia?"
Mamma: "Pasta..."
N: "Con con?"
M: "Con con?"
N: "Sì: con con, con con, con con........."
M: "Con cosa, vorrai dire?"
N: "Sì. CON CON!"

P.S. Sono passate diverse settimane da questo episodio e nonostante lo corregga ogni volta, Nanni prosegue imperterrito a chiedermi: "Sta sera pasta? Con con?"

mercoledì 1 dicembre 2010

Sempre a proposito del Piccolo Principe

Kija: allora Tete, l'Essenziale è invisibile agli occhi... Lo dice il Piccolo Principe.
Tete: cosa vuol dire?
K: significa che quello che è importante non si vede. Invece quello che si vede non è mai così importante...
Mamma: .........
T: ma se è invisibile allora non esiste...
M: .....?!?....
K: NO. non hai capito. Certo che esiste. Per capire e "vedere" l'essenziale devi fare come abbiamo fatto all'asilo: ci si mette tutti seduti in cerchio, si chiudono gli occhi, si mette la mano sul cuore e senti che batte batte batte. In quel momento, capisci davvero che cos'è l'essenziale: per esempio l'amicizia. L'amicizia è una cosa davvero importante e non la puoi vedere, la senti con il cuore. L'amicizia è l'essenziale. Ma ci sono tante altre cose che sono l'essenziale....
T: e allora tutte le cose più importanti sarebbero quelle che non si vedono ma si sentono con il cuore?
K: esatto. Bravo: hai capito, finalmente
M: .....?!?...
T: mamma, certo che Kija l'ha proprio capito bene questo "Piccolo Principe". Fa dei discorsi... Lo studiano proprio a scuola. Non è vero che alla materna si gioca solo.
M: vero. Lo hanno letto con molta attenzione e hanno fatto anche tanti lavoretti: disegni, riflessioni... Vabbé, proseguiamo con la lettura?

mercoledì 10 novembre 2010

Piccolo Principe o Geronimo Stilton?

Tete: "Mamma, ma in che senso il Piccolo Principe rappresenta la saggezza?"
Mamma: "Scusa? Puoi ripetere per favore?"
Tete: "Il Piccolo Principe rappresenta la saggezza, giusto? Ma in che senso?"
Mamma: "Emhhhhhh"
Tete: "I bambini sono più saggi degli adulti... E il Piccolo Principe è come se fosse un bambino, vero?"
Mamma: "Ragazzi, cosa ne dite se quando finiamo di leggere il Piccolo Principe ci dedichiamo a qualcosa di più leggero, per esempio ritorniamo a Geronimo Stilton?."

giovedì 1 luglio 2010

Il corpo umano: le ossa e altro...

Kija: "Mamma, sai che ho tante ossa nel corpo?"
Mamma: "E' vero, ne hai tante"
Kija: "nelle gambe, dal ginocchio le ho lunghe come bastoni. Poi le ho piccole e magre nelle dite.."
Mamma: "Dita amore, dita. Non dite..."
Kija: "E poi rotonde nelle balle"
Mamma: "Le balle non hanno ossa"
Kija: "ma io me le sento: sono rotonde..."
Mamma: "No, non solo ossa. Ti assicuro che non ci sono ossa lì. Sono dei sacchettini..."
Kija: "Ah... sacchettini. E che cosa c'è dentro a quei sacchettini?"
Mamma: "....."
Kija: "Allora? Cosa c'è dentro"
Mamma: "Del liquido. dentro c'è del liquido".
Kija: "E a cosa serve?"
Mamma: "Quando sarai grande servirà a fare i bambini..."
Kija: "Ma la pancia delle donne, dentro, come è fatta? Come fanno a starci i bambini?"
Mamma: "c'è un sacchetto dentro a cui c'è il bambino che prima è piccolissimo, poi diventa un po' più grandino come un girino (il bambino della rana) e poi un bambino bello fatto pronto per nascere."
Kija e Tete: "Grosso? Come la Ko (la cuginetta....)?"
Mamma: "No, molto più piccolo della Ko. Ora la Ko è grande, ha un anno. VI ricordate quando è nato Nanni come era piccolo. Ecco così: il bimbo quando nasce è più o meno così".
KIja e Tete: "..... No, non ce lo ricordiamo. Ma piccolo così? (e allargano le braccia)"
Mamma: "sì, più o meno così"

mercoledì 16 giugno 2010

Lo dice mamma...

Il terzogenito ha la sorte di avere oltre ai genitori anche i fratelli maggiori che, chi per un verso e chi per l'altro, in qualche maniera cercheranno di fare valere le proprie ragioni da fratelli maggiori, imporre le volontà e anche rompere le scatole...
Per ora questa fase in casa mia interessa le sgridate: quando Nanni fa qualcosa che non deve, uno dei due grandi, soprattutto Kija, lo redarguisce "Non si fa così. Mangia con la forchetta, oppure sei un maiale perché ti sei fatto la pipì addosso, oppure non mettere le mani nel bicchiere, oppure non stare seduto male sulla sedia, oppure non far cadere il cibo dal tavolo....".
Il buffo è che le frasi usate per redarguire il discolo sono "esattamente le mie parole usate nelle medesime circostanze precedentemente... con la stessa intonazione".
Io quando me ne accorgo sorrido. E immediatamente Nanni replica "Lo dice mamma! Tu fatti tuoi!" che nel suo significato intente esattamente "Tu fatti gli affari tuoi. Me lo dice la mamma che cosa devo fare o no, non tu. Non rompere". E mi guarda.
Le prime volte dicevo: "E' vero, te lo dico io. Ma anche i tuoi fratelli, se vedono qualche cosa che non va possono dirtelo". Ora non faccio più in tempo perchè di seguito alla risposta pronta di Nanni, il fratello maggiore puntualizza: "E siccome ho ragione lo posso dire anche io quello che devi fare, vero mamma?".
A quel punto posso finalmente intervenire e sedare la rissa che viene a crearsi ribadendo che "la cosa non si deve fare e che, anche se Nanni ha ragione a dire che il fratello maggiore non si è fatto i fatti suoi, poteva comunque fargli notare che non si stava comportando bene".
Tanto la situazione non si evolve e si ripresenta poco dopo: Nanni è duro da piegare e non accetta ordini da nessuno (figuriamoci da suo fratello) e Kija, visto che il principale antagonista in queste dispute è lui, finalmente può fare il fratello maggiore e insegnare qualche cosa a qualcunom e quindi figuriamoci se rinuncia a questa soddisfazione....

martedì 15 giugno 2010

Tre... sono davvero rumorosi

Anche il piccolo ci si mette. Prima erano solo Tete e Kija che parlavano l'uno sull'altro, gridavano, litigavano, ridevano fino a pisciarsi addosso, cadevano, piangevano. Tutto insieme e sempre più rumorosamente. Ora si aggiunge anche Nanni-Fagino che abbiamo deciso di non chiamare più Fagino perché ormai è grande e ha tolto il pannolino.
Ora sono in tre a fare casino perchè il terzo, intrepido, segue le orme degli altri, li vuole imitare e ci riesce benissimo. Spesso, diventa lui stesso il sobillatore del casino.
Il bello è che quando si tratta di semplice chiacchiere a tavola, anche in questo caso non si può parlare tranquillamente: uno parla sull'altro che alza la voce e poi comincia a gridare "avevo iniziato io...", "e io ti disturbo, così dimentichi la cosa che devi dire, vero? Vero Kija che l'hai già dimenticata?", "sìììììì..... mamma, mi ha fatto dimenticare la cosa...." "ma la mia era una cosa importante", "e anche la mia", "mamma, ti devo dire una cosa..", "mamma, prima io", "zitti tuttiiiiii, iiooooooooo" (grida il più piccolo).
E questo succede a tavola.
Eppure a scuola la regola del silenzio a tavola e della mano alzata per parlare funziona. A casa invece non riesco.

martedì 8 giugno 2010

Annibale contro Publio Scipione

Sto cercando di leggere un libro su Annibale, il mio personaggio storico preferito e Tete mi tormenta con domande:
- come si fanno le parole incrociate
- ho scritto giusto spagna
- tu fino a che numero sai contare...
- in italiano?
- e in inglese?
- e in spagnolo?
Per farlo tacere decido di leggere ad alta voce invitanto lui e Kija ad ascoltarmi, accoccolati al mio fianco sul divano.
Siamo alla battaglia finale di Zama, i due condottieri Annibale e Publio Scipione schierano gli eserciti e ognuno ha in mente una sua strategia....
Mi devo interrompere perché si è svegliato Nanni.
Ma Tete non mi dà tregua: "allora chi vince?"
Mamma: "non te lo dico, studierai la storia e lo scoprirai"
Tete: "di chi narra queto libro?"
Mamma: "Di Annibale ma anche del generale romano che l'ha combattuto con più onore Publio Scipione"
Tete: "Come si intitola?"
Mamma: "Carthago"
Tete: "Che significa?"
Mamma: "Cartagine, la patria di Annibale. In latino si chiamava Carthago"
Tete: "Allora vince Annibale.... Ma perchè la città la chiamano in latino?"
Mamma: "Perché era la lingua che si parlava a Roma"
Tete: "Ma insomma, si parla di Annibale o di Roma? Ho l'impressione che possa aver vinto Roma..."
Mamma: "Di tutte e due"
Tete: "Mi dici chi vince? Dai... Almeno l'iniziale"
Mamma: "No, sarebbe troppo facile"
Tete: "Dai chi vince, Chi vince, chi vince?"
Kija si riprende dal torpore del dormiveglia e serafico interviene: "Ettore. Vince ETTORE!"